Essere imprenditrice: mindset statico e mindset dinamico

Essere freelancer non significa necessariamente essere imprenditrici: ma se tu sei qui, è perché vuoi approfondire questo aspetto di te e del tuo lavoro. Ecco perché ho scritto alcuni blogpost che parleranno della mentalità imprenditoriale, e delle caratteristiche necessarie a svilupparla e soprattutto a mantenerla nel tempo.

Prima di tutto, vorrei parlare della differenza tra libera professionista e imprenditrice: ti sei mai chiesta quali siano le caratteristiche principali che distinguono i due ruoli?

Succede spesso, anche con le mie clienti, che i due termini vengano confusi: la freelancer lavora in autonomia, l’imprenditrice lavora in autonomia, eppure si tratta di due cose ben distinte.

 1: La mentalità o mindset

Il motivo per cui ho deciso di scrivere questa piccola serie di articoli a riguardo è proprio cercare di fare chiarezza sul mindset, cioè la mentalità con cui ci si approccia al mondo.

Il mindset è l’insieme del nostro vissuto, le convinzioni che abbiamo, e quindi il filtro con cui vediamo noi e il mondo e la leva di tutte le nostre azioni.

L’imprenditrice ha un mindset molto, molto differente da quello della libera professionsita, principalmente perché si tratta di un mindset dinamico.

Con mindset dinamico intendo, in linea generale, una mentalità che non tiene la persona legata al suo status quo, ma la spinge invece sempre alla ricerca del cambiamento, della progressione e del miglioramento.

Mi rifaccio, nello specifico, a questo libro di Carol Dweck, che ti consiglio moltissimo.

Una persona con forma mentis dinamica è aperta al cambiamento, anche a tutto tondo: vede le cose nella loro complessità, ascolta i pareri altrui ed è meno incline a giudicare comportamenti e modi d’essere, suoi o del prossimo.

Capisci bene che questo tipo di mindset è vincente per chi avvia un’impresa, per molti motivi che vedremo in questa serie di articoli.

Il principale, o uno dei motivi più importanti secondo me, è quello di considerare il fallimento non come qualcosa che ti definisce (“perdente”), ma come una lezione da imparare e un punto di ripartenza per fare di nuovo e fare meglio.

Questo sconvolge del tutto la mentalità con cui siamo normalmente abituati a ragionare, quella che la Dweck chiama mindset statico.

Chi ha questo tipo di mindset vede se stessa e gli altri come immutabili, incapaci di cambiamento in un mondo che sarà sempre uguale, perché “è sempre stato così”.

Per una persona con forma mentis statica, ognuno ha il suo carattere, il suo “livello” di intelligenza, e che questo sia positivo o negativo non ha importanza, perché per questa persona sarà come scritto con inchiostro indelebile.

L’approccio al lavoro distingue moltissimo chi ha una mente imprenditoriale da chi “svolge il suo lavoro e basta, così come ha sempre fatto, perché così ha sempre funzionato”. Riesci a cogliere la sottile, ma vitale differenza?

Se vuoi conoscere il tuo mindset, arriva alla fine dell’articolo 😉 

2: Secondo l’ambito giuridico ed economico

L’imprenditore si occupa di garantire un risultato nell’ambito di uno scambio di beni o servizi o nella produzione di materiale di vario genere.

Infatti, “è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi” (Art. 2082 del Codice Civile)

Un imprenditore verosimilmente apre un’attività con ragione sociale specifica, investe in dipendenti e infrastrutture, materiali e strumenti che vengono poi utilizzati ai fini di un risultato: servizi, prodotti, beni di vario genere che vengono commercializzati.

In quest’ottica, il lavoratore autonomo svolge invece un servizio “meno pratico”, cioè mette a servizio la sua conoscenza in un certo settore e fornisce la sua consulenza specifica in quell’ambito.

Di norma non possiede beni rilevanti, o dipendenti, e svolge il suo lavoro senza garantire un risultato nel pratico, bensì intellettuale. Più spesso infatti si tratta di consulenti esterni, ad esempio, o psicologi, e così via.

3: Secondo me

Il mio parere, del tutto discutibile, è che una cosa non escluda necessariamente l’altra. Possedere un mindset dinamico, imprenditoriale, è utile all’interno di un’impresa come per un consulente; è utile nella vita privata, aiuta a superare difficoltà di ogni genere e certo, fornisce una spinta notevole quando si desidera passare dall’essere freelancer all’essere imprenditrici.

La mentalità imprenditoriale secondo me non deve rimanere relegata nel lavoro, ma può essere portata anche a casa: quando si effettua un investimento di famiglia, ad esempio, o nell’istruzione dei figli.

Si tratta di scardinare convinzioni che ci sono state imposte, nel bene e nel male, durante il passato e volgerle invece a nostro favore nel momento storico che viviamo.

Se vuoi scoprire a quale tipo di mindset sei più vicina, scarica il quiz che trovi qui sotto!

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