Cos’è la sindrome dell’impostore e come risolverla?

La sindrome dell’impostore è “una condizione psicologica particolarmente diffusa fra le persone di successo, caratterizzata dall’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal terrore persistente di essere esposti in quanto impostori
A dispetto delle dimostrazioni esteriori delle proprie competenze, le persone affette da tale sindrome rimangono convinte di non meritare il successo ottenuto. Esso viene tipicamente ricondotto a fattori quali la fortuna o il tempismo, oppure ritenuto frutto di un inganno o della sopravvalutazione degli altri. Secondo lo studio originale, la sindrome dell’impostore sarebbe particolarmente comune fra le donne di successo”.

Definizione delle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes, non avrei saputo dirlo meglio, grazie e arrivederci.

Si sente tanto parlare della sindrome dell’impostore, eppure spesso si liquida anche la faccenda con un: ora che lo so, lo evito.
Ma non funziona proprio così, perché certi pensieri – specialmente quelli che abbiamo su noi stesse – sono talmente interiorizzati che nemmeno ci rendiamo conto di pensarli.

Ad esempio: riesci a pensare ad un momento in cui hai sentito di non meritare un certo risultato, un regalo, o un premio?

Anche questa è una sensazione da sindrome dell’impostore. Se ti sei mai sentita “sbagliata”, lontana dalle aspettative degli altri su di te, o se hai mai pensato di non meritare qualcosa per cui hai lavorato tanto, allora è capitato anche a te di essere affetta da questo fenomeno.

Questa sindrome va affrontata, soprattutto se lavori in proprio e sei la commerciale, amministratrice, esecutiva e tecnica della tua attività. Sì, perché se non superi questo senso di inadeguatezza, questa sensazione di non essere all’altezza, ciò che succede è che perdi i tuoi clienti e non ne acquisisci di nuovi.
Allontanando le persone, riconfermi la tua idea di essere un’impostora, ed ecco che il cerchio si chiude. Male. Per te.

Come spezzare questa catena e risolvere il puzzle?

Prima di tutto, renditi conto di cosa sta accadendo: la consapevolezza è sempre uno strumento molto potente.

Avere una mentalità imprenditoriale non ci distacca automaticamente dagli schemi con cui abbiamo sempre vissuto.

Tutti siamo stati valutati fin dalla nostra prima esperienza scolastica attraverso voti, test, metodi razionali basati su un punteggio. In questo modo abbiamo imparato che il nostro valore dipendeva da quel voto, e questo influenza tutta la nostra vita.

Ad esempio: se lavori in proprio, non avrai nessuno che ti sproni o ti dia una valutazione. Nessun capo, nessun bonus, nessun obiettivo annuale imposto. E quindi?
Quindi, sei tu che devi imparare a darti valore. Ed ecco che scatta la sindrome dell’impostore: come faccio a sapere che sono brava se non prendo 10?

Le psicologhe Clance e Imes hanno anche specificato che “la sindrome dell’impostore sarebbe particolarmente comune fra le donne di successo”.

Questo accade spesso perché le donne sono soggette alla narrazione della “brava bambina” durante tutta la loro giovinezza; la brava bambina prende tutti 10, non disturba, non crea disagi, non si pronuncia ad alta voce, siede composta ed è sempre educata.

Intravvedi già il punto di collisione?
Un’imprenditrice non potrà mai soddisfare l’archetipo della brava bambina, perché è autonoma, prende decisioni difficili e rischia per qualcosa in cui crede. Insomma, fa casino laddove si vorrebbe che stesse seduta composta.

Ed ecco che la sindrome dell’impostore le sussurra che, forse, è lei ad essere sbagliata, e che ciò che fa non interessa a nessuno, sotto sotto.

Capire da dove nasce la sindrome dell’impostore è il primo, necessario passo per liberarsene.
Sei stata anche tu una “brava bambina”?
Ti sentivi soddisfatta solo di fronte ad una valutazione esterna, come un voto?
Le persone sembravano interessarsi a te solo per i tuoi risultati oggettivi?

Cosa puoi fare per liberartene

Se anche sei agli inizi della tua attività, o ne possiedi una già avviata, è probabile che la sindrome sia attaccata a te in stile palla di piombo, che ti tenga ancorata a terra, incapace di spiccare il volo. Ecco cosa puoi fare:

Ricordati delle tue capacità

Non fissarti sui punti deboli che temi possano essere scoperti, ma pensa invece ai punti di forza che ti rendono unica, e che ti hanno permesso di cambiare la vita dei tuoi clienti aiutandoli e supportandoli con le tue competenze.

Se hai bisogno di supporto, chiedilo direttamente a loro: in che momento del nostro lavoro insieme hai capito che stavamo progredendo? Cosa di me o del mio servizio ti ha convinto? Come ti ho aiutato nello specifico?
I feedback danno sempre moltissimi spunti utili.

 

Pensa ai momenti in cui sei stata magnifica

Una consegna difficile, un’esperienza dolorosa, un momento in cui la tua forza, le tue conoscenze o la tua personalità sono state necessarie per risolvere la situazione. Ripensa ad un traguardo che hai raggiunto, come ad esempio la maturità, e chiediti cosa di te stessa ti ha aiutato a superarlo.

Spesso ripenso alla me di 18 anni, in attesa di svolgere l’esame di maturità. Se ho superato quello, che al momento vivevo come la situazione più difficile al mondo, perché non posso superare anche ciò che ho di fronte ora?

Tutto ciò serve a rafforzare la tua autostima in modo che il tuo inconscio non cada più nel trucchetto della sindrome dell’impostore.

Per avere un’idea ancora più chiara riguardo a questo, scarica qui sotto il test per capire quanto la sindrome dell’impostore sia presente nella tua vita.

NB: questo è il test dalla psicologa Pauline Clance, di cui ti ho dato la definizione della sindrome. L’obiettivo è aiutare le persone a determinare se hanno le caratteristiche della sindrome dell’impostore e, nel caso, in che misura ne soffrono.

Il primo passo è la consapevolezza, ricordi?

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